Brescia Esports | BUSHIROAD CHAMPIONSHIP SERIES – BS ESPORTS SCHIERA MELKART
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Brescia Esports al BCS 2019
Il binomio tra esports e giochi di carte collezionabili esiste da quando la Blizzard ha rilasciato Hearthstone e si è rinforzato con l’uscita di titoli come Shadowverse e Magic Arena. Tuttavia, l’amore per i giochi di carte di noi nerds nasce molto prima, sui tavoli di negozietti che vendevano fumetti, giochi di ruolo e miniature. Oggi io, Michele “Melkart” Bulla, vi porto a scoprire un nuovo palcoscenico con la mia presenza alla tappa italiana della Bushiroad Championship Series del 29 Settembre 2019.

Dal Giappone con furore
Se lasciamo da parte Magic: The Gathering, la scena dei giochi di carte fisici è dominata da due mostri giapponesi. No, non parliamo di Godzilla e Gamera, bensì di Pokémon e Yu-Gi-Oh, entrambi incredibilmente diffusi sia su scala nazionale che internazionale.
Il Giappone è un calderone ribollente di giochi di carte che foraggia ogni tipo di stile e tra i maggiori produttori svetta Bushiroad. Se il nome non vi è nuovo, probabilmente è perché l’avete sentito legato a videogiochi per cellulari o ad anime come Love Live! e negli ultimi anni ha pubblicato più di una decina di giochi di carte, di cui la maggior parte non ha mai lasciato il suolo giapponese.
Il loro gioco di carte più importante è Cardfight!! Vanguard, che ormai esiste dal 2012 e che nel 2018 ha ricevuto un miglioramento grafico, uno svecchiamento del gameplay e un riadattamento della serie animata. Questo ha portato alla creazione di un nuovo formato, lo Standard, le cui carte sono disponibili solamente in lingua inglese.
Come ogni buon gioco di carte competitivo che si rispetti, Vanguard ha un suo mondiale e per accedervi è necessario arrivare in finale ad almeno una tappa delle Bushiroad Championships Series, una serie di tornei che vengono svolti una volta l’anno in varie tappe mondiali.

L’attesa dell’evento è essa stessa l’evento
Armato di forza e coraggio, ho passato l’ultimo mese a prepararmi per andare all’unica tappa italiana in formato Standard, Il BCS di Codevilla (PV). Dopo alcuni giorni di test, la mia scelta iniziale del clan, Genesis, si è rivelata poco perfomante. Una volta su due si inchiodava peggio di una Panda diesel dell’89, ma quando non lo faceva era un razzo-missile. Quindi, ispirato dalla “virile” figura del protagonista dell’anime, Aichi Sendou, decido di giocare il suo clan, Royal Paladin. Abbastanza solido, non proprio Tier 1 ma capace di giocarsela contro tutti i clan.
Il problema è che mi mancano una decina di carte fondamentali, che ordino online. Incrocio le dita. Prima del torneo mi arrivano quasi tutte le carte, tranne alcune che mi arriveranno la settimana dopo. Bene ma non benissimo, dato che sono carte fondamentali per la fluidità del mazzo. Ringrazio le poste per il loro eccellente servizio e passo Venerdì e Sabato a scervellarmi su quali opzioni budget usare per sistemare il mazzo e alla fine scelgo quelle che reputo migliori con molto cuore e poco playtest. E, come ci insegna il buon Snake, il resto dell’equipaggiamento è PSP (preso sul posto).

Un evento competitivo ma rilassato
Domenica mattina, sveglia alle 8, colazione al bar con brioche artigianale e cappuccino e si parte in auto con poche speranze ma tanta voglia di divertirsi.
L’atmosfera che mi accoglie una volta raggiunta la location mi prende di sorpresa. Mi aspettavo un ambiente teso, pieno di testosterone e gente inacidita (se avete mai partecipato a un grosso torneo di un qualsiasi gioco di carte fisico dovreste sapere di cosa parlo) e invece, nonostante gli oltre cento giocatori di età media 25+, l’atmosfera è rilassata e amichevole, con sconosciuti che fanno amicizia e discutono di strategie, fanno selfie e compilano le liste per l’iscrizione.
Recupero tutto quello che mi manca, completo l’iscrizione, e aspetto l’inizio dell’evento chiacchierando con l’organizzatore.
Purtroppo l’evento non va benissimo dal punto di vista competitivo. Tra scelte budget, sfortuna nelle pescate e giocate poco efficienti, non raggiungo nessun risultato degno di nota, portando a casa solo un portacarte di cartoncino, un set di dadi col simbolo del gioco e una carta promo limitata da un discreto valore economico. Tuttavia il lato umano del BCS è stata la cosa che ho preferito in assoluto, l’amore per il gioco della community ha permeato tutta la giornata e nonostante la determinazione di vincere di tutti i partecipanti, ogni scontro si è chiuso con una stretta di mano e un’amichevole chiacchierata.
Dopo aver comprato merchandise limitato giapponese, in un paio d’ore sono tornato a casa. Sulla strada mi sono premiato con una cena a base di sushi e ora sono pronto a prepararmi per il prossimo evento competitivo del team di League of Legends!

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